Le infrastrutture di distribuzione e trasporto di gas, acqua, idrocarburi e reflui civili e industriali si basano su estese reti di condotte metalliche interrate, spesso non immediatamente visibili ma strategiche per la continuità dei servizi essenziali. Tali strutture sono intrinsecamente esposte a un fenomeno critico: la corrosione elettrolitica, principale causa di degrado, perdite e riduzione della vita utile degli impianti.
In questo contesto opera APCE – Associazione per la Protezione dalle Corrosioni Elettrolitiche, associazione culturale‑scientifica senza scopo di lucro fondata nel 1981. APCE coordina, promuove e sviluppa attività di studio, formazione e diffusione tecnica finalizzate alla protezione delle strutture metalliche, con particolare riferimento alla progettazione, gestione e verifica dei sistemi di protezione catodica.
Un punto di riferimento tecnico riconosciuto
APCE non è una semplice associazione di settore: nel tempo si è affermata come organismo tecnico di riferimento nel campo della protezione catodica delle infrastrutture metalliche.
L’associazione è stata riconosciuta dall’Autorità di regolazione nazionale per energia e sistema idrico quale soggetto competente nella definizione delle linee guida tecniche per la protezione catodica di:
– condotte per la distribuzione del gas,
– infrastrutture per il trasporto del gas naturale,
– linee di collegamento agli impianti di stoccaggio.
Un riconoscimento di rilievo, che testimonia come l’attività di APCE non si limiti alla divulgazione scientifica, ma contribuisca in modo diretto alla redazione dei documenti tecnici e delle regole operative che orientano l’azione di gestori di rete, utility e imprese del settore.
Corrosione elettrolitica: un problema tecnico, economico e ambientale
La missione di APCE si fonda su un presupposto tecnico ben noto: le strutture metalliche interrate o immerse sono naturalmente esposte ai fenomeni di corrosione elettrolitica.
Rientrano in questo ambito:
– tubazioni per il trasporto e la distribuzione di gas, acqua, idrocarburi e reflui,
– serbatoi interrati per lo stoccaggio di carburanti e altre sostanze,
– strutture metalliche immerse in acqua o in terreni a elevata conducibilità.
In assenza di adeguati sistemi di protezione, tali infrastrutture sono soggette a:
– perdite dalle tubazioni, con potenziali impatti ambientali significativi,
– interruzioni di servizio dovute a interventi di riparazione urgenti,
– danni economici per i soggetti gestori,
– criticità in termini di sicurezza, in particolare lungo gasdotti e oleodotti.
La protezione catodica rappresenta la soluzione tecnicamente più efficace per la mitigazione di questi rischi: mediante l’applicazione di correnti impresse e l’impiego di anodi opportunamente dimensionati, il metallo viene portato a un potenziale più elettronegativo rispetto al suo potenziale di libera corrosione, arrestando il processo corrosivo.
Si tratta di una tecnologia consolidata, che richiede tuttavia progettazione accurata, monitoraggio continuo e competenze specialistiche aggiornate. È su questo insieme di attività che APCE ha costruito nel tempo il proprio ruolo di riferimento tecnico.
Gli scopi: promozione, studio, formazione, divulgazione
L’operato di APCE si sviluppa secondo quattro aree chiave di intervento.
Promozione
APCE opera per favorire il coordinamento e la collaborazione tra i propri associati, promuovendo il confronto strutturato tra aziende, utility, professionisti ed enti di ricerca. L’obiettivo è affrontare in modo sistematico e condiviso le problematiche legate alla corrosione, superando approcci frammentati e soluzioni non coordinate.
Studio
Il Comitato Tecnico di APCE, in collaborazione con università e centri di ricerca, rappresenta il fulcro delle attività di studio sui fenomeni corrosivi, sui rivestimenti e sulle metodologie di monitoraggio e verifica delle prestazioni della protezione catodica.
Formazione
Uno degli ambiti centrali dell’attività di APCE è la formazione tecnica, anche finalizzata alla certificazione delle competenze. L’associazione organizza percorsi formativi strutturati per livelli e profili professionali, rivolti a:
– tecnici impegnati nella progettazione e nella gestione dei sistemi di protezione catodica,
– personale operativo coinvolto nelle attività di campo,
– responsabili di esercizio e manager di società di servizio.
Grazie a una convenzione con un organismo di certificazione specializzato, i soci possono accedere agli esami di certificazione a condizioni agevolate.
Divulgazione
L’attività di APCE non si limita alla formazione in aula: l’associazione promuove convegni, giornate di studio e seminari tecnici, creando momenti strutturati di confronto su temi specifici quali aggiornamenti normativi, monitoraggio e telesorveglianza, interazioni tra impianti elettrici e sistemi di protezione catodica, rivestimenti e obblighi per i gestori.
Una struttura che unisce industria e ricerca
L’associazione si caratterizza per un modello che mette in relazione in modo continuativo i principali operatori infrastrutturali con università e centri di ricerca.
Nella governance di APCE sono rappresentate in modo equilibrato le principali competenze del settore, attraverso:
– una presidenza espressa da figure di primo piano di importanti gestori di infrastrutture,
– un segretario generale, con funzioni di coordinamento e indirizzo delle attività associative,
– un comitato direttivo composto da rappresentanti di grandi utility del gas, del settore ferroviario e delle multiutility locali,
– un responsabile tecnico con consolidata esperienza in ambito industriale,
– un comitato didattico formato da docenti universitari attivi nei campi della corrosione, dei materiali e della protezione catodica,
-un responsabile didattico, incaricato della definizione e del coordinamento dei contenuti formativi e dei percorsi di qualificazione,
– un referente per l’area normativa, incaricato di seguire l’evoluzione delle regole tecniche e degli standard di riferimento (norme UNI, linee guida, deliberazioni dell’Autorità).
Accanto all’associazione opera APCE Service, società di servizi con socio unico APCE, che cura gli aspetti operativi e organizzativi, in particolare:
– la segreteria dei corsi,
– l’organizzazione logistica delle attività formative,
– il supporto operativo alle iniziative dell’associazione.
Questa articolazione consente di mantenere distinte le funzioni culturali‑scientifiche da quelle operative e gestionali, garantendo al contempo una regia unitaria delle attività.
Corsi, giornate di studio, fiere: la formazione come motore
La vita quotidiana dell’associazione ruota molto intorno alla formazione continua. Nel calendario compaiono:
- corsi base e avanzati di protezione catodica,
- percorsi dedicati a figure che devono ottenere o rinnovare la certificazione delle proprie competenze,
- giornate di studio monografiche, ad esempio sui criteri di monitoraggio con telesorveglianza, sugli aggiornamenti delle norme UNI 11094 e UNI 10950, sulle interazioni tra protezione catodica e impianti elettrici,
- seminari per manager, focalizzati sugli obblighi di protezione catodica e sulle responsabilità connesse alla gestione di infrastrutture critiche.
- APCE partecipa inoltre a fiere e appuntamenti di settore, in particolare nei comparti idrico ed energetico, con stand e momenti di approfondimento tecnico. Tali occasioni consentono di riportare il tema della corrosione delle infrastrutture all’interno di contesti spesso dominati da aspetti quali reti, misurazione e digitalizzazione, richiamando l’attenzione sull’importanza di basi infrastrutturali adeguatamente protette per la sostenibilità e l’affidabilità dei sistemi.
Diventare socio: perché entrare in rete
Possono aderire ad APCE:
– grandi gestori di reti (gas, acqua, energia),
– società di servizi e manutenzione,
– produttori di materiali e sistemi per la protezione catodica,
– studi di ingegneria e professionisti operanti nel settore,
– aziende con un interesse diretto nella protezione delle proprie infrastrutture metalliche.
Tra i principali vantaggi riservati ai soci rientrano:
– condizioni agevolate per l’accesso alle attività formative, inclusi corsi ed esami di certificazione,
– ingressi gratuiti a un numero definito di giornate di studio,
– possibilità di organizzare corsi personalizzati presso le proprie sedi, in funzione delle specifiche esigenze aziendali,
– accesso privilegiato a documentazione tecnica, linee guida e strumenti operativi elaborati dall’associazione.
Al di là dei benefici immediatamente misurabili, l’adesione ad APCE consente soprattutto di entrare in una rete qualificata di competenze, all’interno della quale progettisti, gestori, tecnici di esercizio e studiosi della protezione catodica possono confrontarsi in modo continuativo con interlocutori di alto profilo tecnico.
Un attore discreto per un’infrastruttura più sicura
APCE opera in un ambito che raramente è al centro dell’attenzione mediatica, ma che riveste un ruolo determinante per la sicurezza, l’affidabilità e la durabilità delle infrastrutture metalliche su cui si basa una parte significativa dei servizi pubblici essenziali.
Alla base delle attività dell’associazione vi è un principio tecnico chiaro: la prevenzione è più efficace, più sicura e più sostenibile della riparazione. Intervenire in modo tempestivo sulla protezione di un gasdotto, di una condotta idrica o di un serbatoio interrato consente di ridurre i costi di esercizio, limitare il rischio di incidenti e contenere gli impatti ambientali.
In questo contesto, APCE svolge un ruolo di indirizzo e coordinamento tecnico: pur non gestendo direttamente le infrastrutture, contribuisce in modo concreto alla definizione di:
– standard tecnici,
– percorsi formativi,
– strumenti di monitoraggio,
– una cultura condivisa della prevenzione.
In una fase storica caratterizzata da crescente digitalizzazione delle reti, cambiamenti climatici e maggiore pressione sulle infrastrutture esistenti, realtà come APCE continuano a operare su un fronte meno visibile ma essenziale: quello della corrosione “invisibile”. Un’attività che difficilmente fa notizia, ma che consente ogni giorno a sistemi complessi di funzionare in modo sicuro e affidabile. Ed è forse questo il contributo più concreto che un’associazione tecnico‑scientifica possa offrire al sistema infrastrutturale del Paese.
Articolo pubblicato si magazine AlphaCity https://alphabetcity.it/
