La protezione catodica è una tecnica essenziale per la prevenzione della corrosione nelle infrastrutture metalliche interrate o immerse, come parte delle condotte degli acquedotti. Questa tecnologia potrebbe svolgere un ruolo cruciale nella salvaguardia delle reti idriche, migliorando l’affidabilità, la sicurezza e la durata delle tubazioni, riducendo i costi di manutenzione e prevenendo guasti che tipicamente tendono a compromettere la continuità del servizio (perdite d’acqua, infiltrazioni e contaminazioni), oltre a impattare negativamente sulla sostenibilità economica e ambientale della gestione degli acquedotti.
In questo approfondimento verranno illustrati i principi della protezione catodica, le diverse tecniche applicabili agli acquedotti, la normativa di riferimento e i vantaggi che questa tecnologia potrebbe offrire nella gestione delle reti idriche.
La protezione catodica è un metodo di prevenzione della corrosione basato sulla modifica del potenziale elettrochimico del metallo da proteggere. La corrosione si verifica quando un metallo, immerso in un elettrolita (come il terreno o l’acqua), subisce una reazione di ossidazione che lo porta a degradarsi nel tempo. Questa tecnica si basa sul principio di trasformare il metallo della tubazione in un
catodo, impedendone l’ossidazione in sostanza rallentando il fenomeno corrosivo fino a renderlo dal punto di vista ingegneristico trascurabile nel corso della vita utile della struttura.
Esistono due metodi principali per realizzare la protezione catodica: Protezione Catodica a Corrente Impressa (ICCP – Impressed Current Cathodic Protection), che consiste nell’applicazione di una corrente elettrica continua alle tubazioni mediante un sistema di dispersori collegati a un alimentatore, metodo particolarmente efficace per lunghe condotte e in ambienti con elevata resistenza elettrica del suolo; Protezione Catodica a Protezione Galvanica (o Sacrificale), che si basa sull’utilizzo di anodi sacrificali, generalmente in zinco, magnesio o alluminio, che si corrodono al posto del metallo della tubazione; non richiede una fonte esterna di energia, rendendola più semplice e affidabile in alcune applicazioni, quindi indicata per reti di distribuzione più piccole e per ambienti con caratteristiche chimico-fisiche specifiche. In questa giornata di studio APCE si è posta i seguenti obiettivi:
> comprendere i principi fondamentali della corrosione nei sistemi idraulici,
> esplorare le tecnologie di protezione attiva e passiva,
> analizzare casi studio e migliori pratiche nella protezione degli acquedotti,
> stimolare la discussione tra professionisti del settore riguardo le sfide e le opportunità legate alla protezione catodica
Vediamo com’è andata…..
A cura di Fabio Brugnetti e Roberto Ballerini – APCE
https://www.apce.it/wp-content/uploads/2025/08/APCE_FOCUS_012025_singole.pdf

